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La lezione antimafia di Peppino Impastato (e quella di Pino Maniaci)

 
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Non sarebbe giusto, nel giorno in cui cade l'anniversario dell'uccisione di Peppino Impastato, parlare ancora della polemica relativa a Pino Maniaci, giornalista simbolo antimafa in pubblico e megalomane spaccone con l'amante in privato.

Non sarebbe giusto per Peppino. Eppure una piccola riflessione la vorrei fare, solo per cogliere il punto della questione che molti tifosi pro Maniaci sembrano non voler proprio considerare. A volte manca il coraggio di vedere le cose fino in fondo, altre volte si è troppo affezionati all'idea che ci eravamo fatti di una persona. Difficile dover ammettere che quella persona a cui tanto avevamo legato i nostri ideali non è effettivamente così come l'avevamo immaginata: quella persona così come l'avevamo immaginata non esiste, è semplicemente un altro tipo di persona. Troppo duro da accettare per alcuni, per molti, non per tutti.

Come ho scritto in questo post su Facebook (in cui potrai vedere anche il video con le intercettazioni), occorre separare il piano giudiziario dai comportamenti che il simbolo antimafia Pino Maniaci ha nel suo quotidiano. Il Direttore di Telejato potrà anche essere assolto dalle accuse di estorsione che gli sono state rivolte, e per quello che ne so può anche aver fatto autentiche battaglie antimafia in passato... Poi però si è lasciato un po' prendere la mano, vuoi per la popolarità e il potere che danno alla testa, vuoi per la donna/amante da cui l'uomo è sempre tentato. E il prenderne atto non toglie nulla a quelle battaglie positive che ha fatto per portare alla luce il malaffare.

Prima di ascoltare i suoi toni, le sue parole nelle intercettazioni, ho pensato volessero infangarlo. Solo dopo averlo ascoltato sono rimasto a bocca aperta (evidentemente anche io avevo commesso un po' l'errore dei tifosi, ovvero mettere Pino Maniaci su un piedistallo), tanto i suoi toni mi sono sembrati vomitevoli, se accostati al personaggio antimafia che i media mi avevano fatto conoscere. Un uomo che fa dell'antimafia una scelta di vita, per me, deve avere un determinato comportamento in pubblico come in privato, e di questo avviso è anche Giovanni Impastato (il fratello di Peppino) che, come potrai leggere in questo articolo su Meridio News, dice:

«La legalità non è solo rispetto della legge, ma dignità - dice Giovanni Impastato, fratello dell'attivista ucciso da Cosa nostra - Oggi l'antimafia barcolla».

«Non abbiamo mai intravisto in Pino Maniaci - prosegue - possibili accostamenti alla figura di Peppino, alle sue lotte e alla capacità di fare vera controinformazione. Se c'erano cosi tante persone prima ancora del corteo è proprio perché Maniaci con noi non c'entra; non a caso siamo stati attaccati proprio da lui: noi siamo un'altra cosa e abbiamo un'altra storia».

Ora, dico io a te tifoso di Pino Maniaci: ma se a dire certe cose è Giovanni Impastato, ferito nella sua carne viva dalla mafia che gli ha ucciso un fratello, forse occorre un attimo rivalutare il personaggio Pino Maniaci anche alla luce di queste intercettazioni? Non si tratta di demonizzare nessuno, ma di portare nella giusta luce la realtà delle cose, considerando anche le parole di Giovanni Impastato. Troppo spesso quelli che pensavamo simboli antimafia si sono trasformati in professionisti dell'antimafia, usando la loro posizione e il loro potere solo per fare carriera e avere maggiore potere, o per cose peggiori (magari non è questo il caso, ma non sarebbe certo una novità). Anche Claudio Fava, altra persona a cui la mafia ha ucciso un familiare, il padre giornalista Pippo Fava, nel post "I PENNACCHI DI PINO" pubblicato dopo aver ascoltato le intercettazioni, ha espresso tutte le sue perplessità sul personaggio antimafia Pino Maniaci.

Le intercettazioni questo fanno: ci restituiscono Pino Maniaci come un uomo normale, senza i riflettori-etichetta dell'eroe antimafia. Il resto si vedrà... Non possiamo che prenderne atto, senza andare oltre e considerando anche (ma ormai con un altro peso) le sue difese.

Non valutare le cose con un minimo di distacco è lo sbaglio che fanno i super tifosi di un personaggio pubblico o di un partito politico: mettono una persona su un trono, anche quando non lo merita, e lo difendono a spada tratta, a prescindere, trovando ogni giustificazione per salvare l'immagine che la mente gli aveva creato. Non capendo che spesso è l'eco mediatica che ci fa apparire la persona al di sopra di quello che veramente è: un uomo che può sbagliare e non un super eroe antimafia infallibile (poi è chiaro che ci sono sbagli e sbagli).

Non sarebbe meglio, invece di crearsi dei simboli antimafia, provare un più autentico sentimento di stima (lasciando il tifo allo stadio e al bar sport) anche per non rimanere poi delusi qualora scoprissimo una realtà terra terra? Se proprio vogliamo dei simboli antimafia, diventiamolo noi stessi nel nostro quotidiano, nel nostro piccolo.




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  1. Non degni di un uomo che fa della lotta contro la mafia una scelta di vita.
  2. Come i comportamenti degli eroi antimafia del passato: Peppino Impastato, Falcone e Borsellino, ecc.
  3. Io sto con Pino Maniaci! Senza se e senza ma!!

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