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Guerrilla Marketing, creatività esplosiva per colpire tutti

25|apr|2016
 
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Si sa che la creatività e l’intuizione, se usate nelle modalità corrette, possono essere delle preziosissime alleate nell’ambito del marketing e della promozione, tanto nell’online quanto nell’offline. Far parlare di sé, della propria azienda o del proprio brand, è sempre più complicato oggi, in quanto l’attenzione di chi guarda, legge e ascolta è merce sempre più rara e preziosa. Ci sono però delle tecniche che se ben utilizzate possono fare breccia nell’utente, con maggiori possibilità di trasformarlo in cliente finale. Una di queste è il ‘guerrilla marketing’, ovvero quelle campagne di marketing non convenzionali e spesso a basso costo che puntano a sorprendere e a creare uno “schock”, o comunque un’emozione forte a chi le guarda. Una tecnica quasi sempre legata alla giocosità e al divertimento (leggi anche la spiegazione di Guerriglia Marketing su Wikipedia).


Con il guerrilla marketing, o guerriglia marketing, praticabile tanto nella vita “reale” quanto in quella virtuale, la creatività sale al potere e diventa l’arma esplosiva per eccellenza. La parola d’ordine diventa coinvolgimento: si punta a colpire l’immaginario collettivo, mirando ai meccanismi psicologici degli utenti e alla potenziale viralità che una tale ‘esplosione’ può generare online e offline.


Se vuoi pianificare un’azione del genere, cioè una guerriglia promozionale, devi cercare di stimolare una forte emozione nell’utente, renderlo partecipe e mettere in discussione i suoi punti fermi, oppure assecondarli in maniera fantasiosa e originale.


Ma cosa significa nel senso più pratico fare una campagna guerrigliera? Come aiuta a far parlare di sé questa tecnica? Visto che non possiamo interpellare Che Guevara, che di guerriglia qualcosa ne sapeva, proviamo a studiare la strategia analizzando tre esempi di utilizzo di questo marketing ‘guerrigliero’ e aggressivo.


Ceres Soft Ale


Un paio d’anni fa, Ceres, marca di birra nota in tutto il mondo, annunciò sul web il lancio di un nuovo prodotto, la Ceres Soft Ale, una birra rosa, fruttata e a bassa gradazione alcolica, insomma tutto quello che è all’opposto di ciò che piace ai fedeli consumatori Ceres, che amano questa birra per il suo carattere “strong” e il sapore deciso. L’annuncio di Ceres prevedeva il countdown di 10 giorni a scandire il momento del lancio, mettendo praticamente in piedi una campagna di guerrilla marketing durata dunque più di una settimana. La reazione in rete fu forte e immediata, come quella del noto blogger Rudy Bandiera, un appassionato consumatore di Ceres, che a tal proposito scrisse un post di disappunto dal titolo esemplificativo “Oltre 150 anni di storia distrutti da una birra per ballerine”. Alcuni giorni dopo, con il countdown che terminava l’1 aprile, si scoprì che si trattava di un pesce d’aprile organizzato da Ceres, per la gioia di tanti fan (compresa quella di Rudy Bandiera), e dell’azienda di birra… Sul web si parlò insistentemente per più di una settimana della nuova Ceres fruttata e delicata.



Alfa Romeo Giulia


Un altro esempio di guerrilla marketing, questa volta in salsa automobilistica, ce lo offre Alfa Romeo. In occasione del debutto della nuova Giulia negli Stati Uniti, come ci ha raccontato Danny Pettinella nel suo post su Newsyblog, il marchio di Arese ha installato dei cartelloni giganti nei quali sono stati raffigurati, uno accanto all’altra, la nuova berlina e un cucciolo di pastore tedesco che dice al passante: “Non dire alla mamma che mi sono innamorato di un'italiana”. Assodato che l’italiana in questione sia la nuova Giulia, tutt’altro che casuale è la scelta della razza del cucciolo. Il pastore tedesco è un chiaro riferimento di Alfa Romeo alle sue rivali premium made in Germany, ovvero alle berline di Audi, Mercedes e BMW, alle quali la nuova Giulia getta il guanto di sfida. Il tutto puntando sulle note capacità amatorie italiane, rimando all’immaginario collettivo fra gli utenti americani.



Il programmatore Marco Marsala


Un caso recente di marketing non convenzionale, di cui si è parlato negli ultimi giorni, è quello del programmatore Marco Marsala, che su un forum specializzato ha chiesto aiuto dopo aver commesso un errore tecnologico irrimediabile, ovvero l’aver cancellato con quattro lettere (una stringa di codice «rm-rf»), tutti i dati della sua azienda dal server, decretandone molto probabilmente la fine. L’irrecuperabile incidente è stato causato da un codice che avrebbe resettato ogni traccia dei dati di circa 1.500 clienti della sua azienda dai server. Alla sua richiesta di aiuto non sono mancate le risposte degli utenti, quasi tutte dicendogli che non c’era nulla da fare per porre rimedio all’errore e recuperare i dati persi. In realtà, dopo un po’, lui stesso ha spiegato che si trattava di un esperimento per dimostrare quanto realmente gli addetti al settore ne sapessero sulla sicurezza dei server. Sembrerebbe piuttosto poco, visto che quel codice “rm-rf”, su quel sistema operativo, entrambi indicati da Marsala nel suo intervento sul forum, è in realtà totalmente innocuo. Questa originale trovata (consapevole o meno), è stata un’ottima mossa di marketing non convenzionale per l’azienda di Marco Marsala, visto che la sua storia è finita sui siti delle testate di mezzo mondo, dall’americano New York Daily News all’inglese Independent e al tedesco Die Welt... Fino all’italiano Corriere della Sera.


Questi sono solo tre esempi di come puoi mettere la tua creatività al servizio del marketing, che per l’occasione si trasformerà in marketing da guerriglia. Ma occorre essere anche consapevoli di quanto sia potente l’arma a disposizione... Azioni poco attente alle possibili conseguenze possono vanificare tutti i tuoi sforzi (o peggio causare un effetto boomerang). Resta comunque la ghiotta opportunità di organizzare campagne molto originali, che non necessitano di un budget elevato (come per altri investimenti promozionali), e che possono assicurare un impatto ‘esplosivo’ in termini di visibilità e buzz (non solo online).

Buona Guerriglia (Marketing) a tutti!


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  1. Birra Ceres Soft Ale, fruttata e poco alcolica
  2. Presentazione Alfa Romeo Giulia con cucciolo di pastore tedesco
  3. Programmatore Marco Marsala che cancella i dati dei suoi clienti

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